Giovedì 22 febbraio

C’è una chiesa, ma non è quella degli uomini, che non potrà mai essere distrutta dal maligno.
Non è sicuramente un luogo fisico bensì un luogo dello spirito e la sua custodia viene affidata solo a uomini scelti da Dio.
Non è certo una chiesa gerarchica e chi la costudisce non occupa posti di potere terreni; a chi vengono consegnate le chiavi e viene assegnato il compito della custodia, però, viene chiesto tutto e non sono concessi compromessi.
Sia ben chiaro, il male esiste e sembra essere ben organizzato, ma chi è stato scelto è a servizio del Figlio del Dio vivente, ha il compito di custodire la sua parola ed annunciarla al mondo e Cristo non gli farà mai mancare la sua protezione, perché LUI sa che con la sola forza umana è difficile se non talvolta impossibile superare tutte le insidie, perfidie e seduzioni del male.
Signore aiutaci a custodire con caparbia ed irremovibile forza il tuo regno.

 Mt 16,13-19

2 commenti

  1. Il celebre Salmo 22 “Il Signore è il mio pastore” preannuncia nella sostanza il tema enunciato in termini nuovi nelle altre due letture: la guida del gregge, da nutrire con la parola di Dio. Il passo di s. Matteo è detto comunemente “Confessione di Pietro”, ma contiene anche ben altro. Pietro non ha intuito di suo chi veramente sia Gesù, ma perché ispirato dal Padre. È il Padre che in sostanza lo ha predestinato al compito che Gesù gli specificherà: la stessa cosa che avverrà per Paolo (inizio lett. ai Gal.). Fondazione della Chiesa, invincibilità di essa da parte delle forze del male, primato di Pietro, poteri di questo, sono cose che verranno confermate e specificate poi dal Risorto (vangelo di Giov., 21, 15 ss). Mai a uomo furono rivolte parole così auguste e solenni come quelle che qui Gesù dice a Pietro; esse sono seconde solo a quelle che Egli dirà di sé stesso: “Mi è stato dato ogni potere nei cieli e sulla terra (Matt. 28, 19)”. Dovrebbe essere quasi inutile osservare che su quanto contenuto nel passo evangelico di oggi poggia le sue fondamenta la Chiesa, sia come istituzione sia soprattutto come sacramento di salvezza. E come la Chiesa attui questo suo compito è precisato sia nel passo citato di s. Giovanni sia nella lettera dello stesso s. Pietro prima lettura di oggi.
    Ci sarebbe anche il fatto che quanto Gesù conferisce a Pietro non sia limitato in durata alla sua esistenza terrena, ma si perpetui nei suoi successori, i romani Pontefici. Su questo per brevità rimanderei al libro dell’allora card. Ratzinger, La Chiesa, ed. Paoline.

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