Bellissime le letture di oggi! gioiamo perché il Signore Gesù è venuto per tutti noi. A commentarle sembra di rovinare tutto.
Ci chiama, così come chiama tutti gli uomini ”… sarai come una sorgente le cui acque non inaridiscono…” è autentica poesia!
Il Salmo, il racconto della chiamata di Levi sono episodi che parlano di Speranza e di fede. Sapere che Lui c’è sempre anche quando noi siamo lontani da Lui, ”vede” ci segue è sempre presente… sta a noi accoglierlo nel nostro cuore.
Viviamo la gioia dell’essere figli e amici di Gesù che ci ama e ci accompagna.
Siamo in Quaresima approfittiamo del momento che la Chiesa ci offre per vivere meglio la nostra conversione e la nostra sequela.
Is.58, 9-14 Salmo 85 Luca 5,27-32

Le tre letture sono davvero una più bella dell’altra. Due grandi poeti, il re Davide e il profeta Isaia, hanno dato forma magnifica a contenuti eccelsi. La terza lettura è in prosa e s. Luca appare il limpido narratore che è.
Il pubblicano (colui che ha in appalto la riscossione delle tasse per conto del potere romano) Levi (o Matteo) risponde alla chiamata di Gesù [teniamo presente il capolavoro del Caravaggio nella chiesa di s. Luigi dei Francesi], ma prima di abbandonare il suo mestiere offre a Gesù stesso (!) una grande cena, a cui invita gli ormai ex-colleghi e personaggi vari, ma certamente ragguardevoli, con i quali aveva avuto rapporti durante la sua attività. I Farisei trovano, come sempre, da ridire: Gesù va a cena con pubblicani, con peccatori. Egli precisa che, come il medico è per gli ammalati e non per i sani, così lui è venuto non a chiamare i giusti, ma i peccatori alla conversione (eis metànoian, in greco: a cambiar la mente, la testa).
E’ proprio quest’ultimo punto che secondo me va sottolineato. Oggi è piuttosto diffuso un modo di pensare di questo tipo: l’uomo è per natura peccatore, quindi che pecchi è inevitabile, solo il Signore lo può salvare, il quale in effetti,misericordioso qual è, lo salva. Già la prima frase è sbagliata: Dio non ha creato l’uomo peccatore, ma l’uomo lo è diventato per sua scelta, per sua volontà. Quindi impegni la sua volontà per evitare di peccare, cioè cambi atteggiamento, mentalità, in altre parole si converta; allora sì interverrà, perdonandolo, la misericordia del Signore, che poi con la sua grazia aiuterà il convertito perché non abbia a ricadere. Di conversione Gesù parla più volte, in modo chiarissimo: la più recente, per noi, quella riportata da s. Marco e ripetuta durante l’imposizione delle ceneri.