Martedì 13 febbraio

La predicazione di Gesù comincia invitandoci alla conversione. Per capire,accogliere il suo messaggio bisogna saper cambiare il modo di vedere e pensare, ma non è così facile. Nel brano di oggi si coglie la difficoltà degli apostoli a capire, ingabbiati come sono dalle logiche (lievito) dei farisei e degli erodiani. Assistono ai miracoli di Gesù ma non sanno andare oltre, non capiscono chi veramente è quel Maestro che seguono. E’ veramente un impegno importante per ogni cristiano abbandonare le logiche di questa società per abbracciare il messaggio di Gesù. E’ un tuffo nel profondo mare della Fede.

Mc. 8, 14-21 

Un commento

  1. È naturale chiedersi che cosa siano effettivamente il lievito dei Farisei e quello degli Erodiani. Alla metafora del lievito Gesù ricorre in altra occasione paragonando ad esso il Regno dei cieli, nel senso che una piccola porzione fa fermentare tutta la massa. Qui che cosa sia il lievito dei Farisei risulta anche dai capitoli precedenti: una religione che si è gonfiata di prescrizioni e formalismi, che hanno portato ad addossare ai fedeli un opprimente carico (anche economico), che essi Farisei non toccano nemmeno con un dito. Ad esso si aggiunge la chiusura interessata a ogni novità, e più che mai a quella del messaggio di Gesù.
    Di natura diversa, ma non meno dannoso è il lievito degli Erodiani. Questi, seguaci di Erode, paganeggiante e opportunista, ne condividevano l’ossequio agli occupanti Romani, ai quali esclusivamente egli doveva il trono.
    Nelle epoche successive non sono mancate per noi Cristiani e anche per la Chiesa stessa tentazioni e occasioni di usufruire dei due lieviti. Oggi riguardo al primo si è forse un pochino troppo dall’altra parte, con una tendenza a scostarsi dalle forme, nell’intento (e anche nell’illusione) di raggiungere una “religione di sostanza”, magari seguendo pulsioni individuali, senza attendere il conforto della Chiesa.
    L’altro lievito, quello di tipo erodiano, è anche più pericoloso. Esso ci attira verso le agevolazioni che il mondo offre, illudendoci di coniugare utilità e modernità, e dandoci la conferma della sua validità con il mostrarci che in molti sembrano approvare il nostro cristianesimo. Ma si tratta di un’approvazione senza conversione, che riceviamo da un mondo a cui diciamo quello che lui vuol sentirsi dire; e che di conseguenza dice: “Se anche i “credenti”, la Chiesa, arrivano a dire così, vuol dire che avevamo ragione noi”.

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *