Il sordomuto del brano evangelico aveva amici, persone che gli volevano bene e che lo avevano portato da Gesù; il contatto con Lui guarisce sempre. Amare qualcuno è aiutarlo a distendere le ali del cuore e dello spirito. Questo fanno gli amici veri: ti fanno incontrare il Signore che ama e guarisce. Ricordo, in un periodo molto difficile della mia vita, un messaggio scritto ad un’amica: – Ma è ancora vero che Dio mi ama? E la sua risposta: -Sì, ti ama come ieri, come sempre! E’ bastato per farmi intravedere come attraverso una fessura la luce e la speranza perduta.
Mc 7, 31-37

Questo miracolo di Gesù si distingue un po’ da altri. Più spesso infatti Gesù dichiara solo a voce la guarigione del malato (p. es. “Va’, la tua fede ti ha salvato”, o simili) o sempre solo a voce intima al Demonio di uscire dalla persona; talvolta addirittura opera il miracolo a distanza. Qui invece Egli mette in atto un rituale piuttosto complicato e anche singolare (saliva, lingua, orecchie). Non è per nulla facile indagare sul perché di queste differenze: è evidente che Gesù opera come vuole. Leggo tuttavia un’ ipotesi interessante: che qui Egli dia un’anticipazione, un saggio di come si amministreranno i Sacramenti da lui istituiti: con materie (acqua, olio e altre, qui la saliva), formule orali e gesti.
Meriterebbe anche una riflessione un fatto che ormai abbiamo visto più volte: Gesù ordina al miracolato o anche ai presenti di non fare pubblicità di quanto avvenuto: invito che viene quasi sempre disatteso. Non poteva Gesù ormai prevedere questo? E il miracolato disobbediente in che posizione si trovava? Non sono finora riuscito a chiarire queste cose.