Un tocco o una parola di Gesù sono sufficienti a guarire e sanare qualunque male se chi li riceve li accoglie con fede certa. La fede non ha bisogno di prove, spiegazioni, argomentazioni. La fede si alimenta solo di una relazione autentica e fedele con Gesù. Soprattutto nei momenti di fatica e sofferenza mi piace pensare che la preghiera personale sia un tempo di silenzio dove percepire la carezza, l’abbraccio, il tocco unico di Gesù per me.
Mc 5,21-43

S. Marco continua con la serie di miracoli, che insieme con la liberazione di indemoniati è vòlta a dimostrare la divinità di Gesù. Normalmente Egli non opera in presenza di moltitudini di folla, anzi spesso proibisce al miracolato di rivelare quanto è successo. Sensazionalismo di massa avrebbe avuto effetti superficiali, oltre che provocare problemi di ordine pubblico; meglio che il miracolato adempisse in maniera composta gli obblighi di legge (è il caso dei lebbrosi, o comunicasse la notizia nel suo ambiente, dal quale si sarebbe poi diffusa con effetti più duraturi. Lo abbiamo visto nel caso dell’indemoniato di Gerasa, e oggi in quello della resurrezione della ragazza. In questo secondo il fatto che a capo della sinagoga ci sia una persona assolutamente convinta del miracolo vale di più di una più superficiale eccitazione di molta gente.