Gli scribi, per sminuire Gesù, si appigliano ad idee facilmente confutabili. Lo accusano di cacciare i demoni aiutato dallo stesso capo dei demoni. Un’idea che non sta in piedi: non posso allontanare il male appoggiandomi a lui. In fondo non siamo purtroppo cambiati perché anche oggi ci capita di cercare di scardinare un’idea, un concetto che non condividiamo in modo puerile senza vagliare la possibilità di rivedere il nostro punto di vista. Sono passati 2000 anni dal passaggio sulla terra di Gesù, tuttavia fragilità e difetti non siamo riusciti ad eliminarli ancora. Rivolgiamoci a Gesù perché ci aiuti a capire qual è la strada che dovremmo seguire.
Mc. 3, 22-30

Il fatto che I Farisei ricorrano a un argomento tanto assurdo quanto risibile è la prova della loro fermissima e totale chiusura nei confronti di Gesù. I peccati che ci sono dietro ad essa sono due: la bestemmia (il dichiarare Gesù collaboratore del Demonio), e il peccato contro lo Spirito Santo, cioè il rifiuto di Dio contro ogni ragione e evidenza. Dio nella sua bontà e misericordia può perdonare il primo (bestemmia qui rappresenta qualsiasi peccato anche gravissimo), sempre che il peccatore si penta e si converta; non può perdonare il secondo, cioè quando il peccatore si chiude davanti a Dio, davanti a quanto la stessa ragione umana mostra su di Lui.