Gesù fa propria la sofferenza di un uomo che non può lavorare, e a partire da questa sofferenza si chiede che cosa significhi il comandamento del riposo sabbatico. Gesù sa che secondo la Legge dovrebbe aspettare l’indomani per curarla, ma riconosce anche che lasciare l’uomo così, non fare il bene oggi, significa fare il male e non soccorrere quella vita è ucciderla. Così guarisce l’uomo e provoca i sacerdoti: basta vivere di perbenismo senza amore, di ripiegamenti su se stessi senza vita, basta ai masochismi, spacciati per buone prassi religiose, ma che non sono altro che legalismi inutili. A noi la scelta su quali persone vogliamo essere:viventi che si spendono con gioia per la vita e cercano di costruire una fraternità cristiana o dei morenti che si adeguano passivamente al sistema. La proposta di Gesù è la vita.
La speranza ha due bellissimi figli: lo sdegno e il coraggio .Lo sdegno per la realtà delle cose, il coraggio per cambiarle. ( Sant’Agostino).

Quasi all’inizio del suo Vangelo s. Marco pone i due miracoli, del paralitico e della mano inutilizzabile; ma s.Giovanni ci dice che il primo miracolo era stato quello delle nozze di Cana. È naturale che noi siamo portati a notare la bontà di Gesù: verso gli sposi perché non di trovino in imbarazzo, e verso il paralitico e l’invalido alla mano. Ma questo aspetto della bontà e partecipazione di Gesù alle difficoltà e sofferenze umane viene dopo il fatto più importante. Gesù fa i miracoli per dimostrare la sua divinità. Non è un caso che la Chiesa lì faccia seguire all’ Epifania, continuino cioè la manifestazione di Gesù come Dio (secondo una tradizione diffusa specialmente nelle Chiese orientali l’Epifania consterebbe di tre momenti: adorazione dei Magi, battesimo di Gesù e, appunto nozze di Cana, il primo miracolo). È essenziale il fatto che Gesù dall’inizio della vita pubblica intenda manifestarsi come Dio, e lo fa padroneggiando la natura (l’acqua in vino), e attribuendosi sia il potere di rimettere i peccati sia la signoria sul sabato. Che poi faccia questo aiutando chi è in difficoltà e chi soffre, è cosa che facilmente comprendiamo.