Lunedì 1 gennaio

Il presepe, come è stato da sempre immaginato da pittori ed artisti in genere, è evidente in questo passo di Luca. I pastori, la parte più umile del popolo, sono i primi a vedere Gesù, nome che l’angelo aveva imposto a Maria ancora prima che lei lo concepisse e con il quale, otto giorni dopo la nascita, sarà circonciso. Inizia quindi la storia dell’uomo, che continua ad indicarci la via per raggiungere la salvezza ed incontrare il Padre. E’ la storia più incredibile, misteriosa ed affascinante che l’umanità continua a vivere 

Luca, 2,16-21

Un commento

  1. Il NOME è motivo fondamentale nelle letture di oggi, come si vede dalla prima dal vangelo. Trascrivo l’ ultimo versetto del passo dei Numeri: “Il Signore rivolga su di te (Israele) il suo volto e ti conceda pace. Così porranno il mio nome sugli Israeliti e io li benedirò”. Gli Ebrei presero alla lettera questa dichiarazione dell’Onnipotente, difatti quasi tutti i loro nomi propri contengono il nome di Dio: -ele (da Eloim), o -ía (da Jahvè).
    Nelle nostre lingue moderne i nomi che si rifanno direttamente a Dio sono relativamente pochi (Teodoro, Dorotea, i nomi in -ele, e qualche altro). Abbiamo però i nomi dei santi, nostri intercessori presso Dio. Non è pertanto edificante il fatto che molti, anche credenti e praticanti, chiamino i loro figli con nomi che con la fede nulla hanno a che fare, che provengono per lo più da fatti o personaggi dell’attualità, destinati ad essere magari da decenni nel dimenticatoio quando il bambino sarà adulto. Non sarebbe male – mi permetto di dire – che i sacerdoti ammonissero a scegliere il nome di un santo, e non privare i figli della protezione di un intercessore potente, di cui nella vita potrebbero avere bisogno: non si sa mai!

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