Venerdì 23 Luglio

“Rimanete in me e io in voi… Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto…”.
Che meravigliosa dichiarazione d’amore; se due esseri umani riuscissero a vivere questa piena reciprocità dove il passaggio della linfa fisica ed interiore si potesse attivare nel presente, credo che avremmo raggiunto un connubio mistico. Rimanere l’uno nell’altro. Restare. Fermarsi. Godere della presenza, del “tu” che diventa altro da sé e altro da chi si ha di fronte: questo il senso profondo della relazione. 
Colui che più di ogni altro uomo è legato all’origine, alla fonte della vita, ci chiede di legarsi a lui come fanno i tralci di una pianta rigogliosa che produce frutti gustosi, pieni di dolcezza.
D’altronde cosa sarebbe la vita senza alcun legame generativo, senza l’appoggio che ci danno i rami, senza i tralci rampicanti che svettano verso il cielo?

Gv 15,1-8

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