I farisei,abituati a credere solo in ciò che è inconfutabile, concreto, chiedono a Gesù chi egli sia veramente , per credergli vogliono certezze, toccare come chiederà anche San Tommaso. Gesù è stanco, sfiduciato per queste richieste , quindi invece di rispondere se ne va all’altra sponda del mare, avvilito forse e questo andarsene sembra quasi il desiderio di cambiare, cominciare in modo diverso e con uomini diversi. Questo brano evangelico lo sento di intensa umanità; quante volte anche noi a seguito di richieste che consideriamo inutili, vuote,ci allontaniamo da chi ci interroga desiderosi solo di cancellare quanto appena vissuto e pronti a ripartire appoggiati alla fiducia di chi crede in noi.
Mc. 8, 11-13

I Farisei chiedono a Gesù un “segno dal cielo”, cioè un miracolo, ma non hanno nulla della fede che egli ha riconosciuto nei miracolati precedenti. In altracircostanza dirà che l’unico segno che verrà dato ai Giudei sarà il segno di Giona, cioè la sua resurrezione. Ma anche su questo nella parabola del ricco epulone farà dire ad Abramo che chi non crede non si convertirà nemmeno vedendo qualcuno ritornare dal regno dei morti. E in effetti Gesù è risorto da quasi duemila anni, ma evidentemente – per disgrazia – per troppi il “segno” non è bastato, e non basta, per indurli alla fede. Se non c’è la disposizione necessaria…