«Cosa serve per diventare grandi? Adulti veri, amicizia, speranza nel futuro… Sembra poco? No, è tutto quello che serve».
don Antonio Mazzi
Come Consiglio Pastorale Unitario più volte abbiamo pensato di affrontare l’argomento “giovani”, magari guidati da documenti, letture e spunti. Ci siamo però resi conto che non volevamo fermarci a una riflessione fine a sé stessa e che il tema dei giovani è ampio, complesso e in costante evoluzione.
In un tavolo di lavoro territoriale abbiamo conosciuto i due professionisti che ci condurranno in questo percorso. Monica Ruffato e Tommaso Anderini: una pedagogista e uno psicologo di comunità attivi anche a livello nazionale in progetti di sviluppo di comunità e di facilitazione di processi partecipativi.
Non ci offriranno risposte già pronte, ma faciliteranno un processo partecipativo per far emergere dalle nostre comunità riflessioni e progetti che possano metterci in movimento. Il cammino, che si compirà tra ottobre e novembre, partirà dagli adulti, proseguirà con i giovani e culminerà in un momento comune, per ascoltarsi e immaginare iniziative concrete. Nel corso di settembre cominceremo a comunicare date e modalità di partecipazione.
Nell’incontro di preparazione, abbiamo scoperto subito che parlare dei giovani significa interrogarsi anche su di noi. Prima di domandarci che cosa fare per loro, dobbiamo chiederci quali adulti siamo e quali desideriamo diventare. Non si tratta di diventare “esperti di adolescenza”, ma presenze adulte significative: persone capaci di testimoniare la fede, costruire relazioni affidabili, ascoltare e accompagnare.
È una responsabilità decisiva in un tempo nel quale le reti intorno ai ragazzi sono fragili e sfilacciate. Famiglie, relazioni e comunità faticano a formare un tessuto capace di accompagnare la crescita.
Siamo felici di condividere con la comunità questo progetto e lo affidiamo alla preghiera di tutti perché possa portare tanto frutto!
Cantieri Generativi di Comunità
La nostra UP da ottobre sarà chiamata a rimettersi in moto: in primis per riconoscere ciò che già siamo e ciò che desideriamo essere.
Comunità educante: è una realtà viva, fatta di volti, relazioni, responsabilità condivise. È ogni persona che, con il proprio tempo e la propria presenza, contribuisce a far crescere i nostri giovani.
Essere comunità educante significa mettersi in gioco insieme, assumere uno sguardo che non lascia indietro nessuno, scegliere di accompagnare bambini, ragazzi e giovani con cura e continuità. Significa credere che l’educazione non è un compito delegato, ma un’azione corale: un “noi” che sostiene, ascolta, orienta, apre strade.
Per questo invitiamo ciascuno ad una scelta: esserci. Non da spettatori, ma da protagonisti di un cammino che chiede mani, cuore e responsabilità. La comunità educante è la nostra parrocchia, la nostra UP, i nostri gruppi quando decidono di camminare uniti.
Ecco perché il Consiglio Pastorale Unitario della nostra UP, interrogandosi sulla relazione tra generazioni propone un percorso, pensato per aiutare gli adulti (genitori, catechisti, accompagnatori, tutor, capi scout, volontari di circolo) a conoscere più da vicino il mondo giovanile per crescere nello stile generativo.
Il percorso prenderà avvio ad ottobre secondo due sguardi:
- Per gli adulti — Sarà un tempo per lavorare sulle proprie percezioni, sensazioni e prospettive riguardo al mondo giovanile, così da maturare uno sguardo più consapevole e condiviso.
Di seguito le date degli incontri di laboratorio per gli adulti.
Da segnare in agenda: 1 ottobre – 14 ottobre – 29 ottobre dalle 20.30 alle 22.30 presso il salone di san Bellino.
- Per i giovani — Sarà un tempo dedicato ai giovani e alle giovani della comunità. L’obiettivo è raccogliere la loro voce, così da costruire un ponte reale tra ciò che gli adulti immaginano e ciò che i giovani vivono e desiderano, offrendo loro l’opportunità di contribuire in modo concreto.
Di seguito le date degli incontri di laboratorio per i giovani.
Da segnare in agenda: 4 novembre – 18 novembre dalle 20.30 alle 22.30 presso il salone di san Bellino.
Questo doppio sguardo — degli adulti e dei giovani — vuole aiutarci a diventare una comunità davvero generativa, capace di pensare e agire insieme. È previsto un incontro di restituzione conclusivo per giovani e adulti: domenica 29 novembre dalle 15.30 alle 18.30 presso il salone di san Bellino.
Perché i cantieri Generativi?
Ciò che è stato evidenziato dal sinodo dei giovani e dal recente sinodo diocesano ci appartiene come comunità. Nelle esperienze formative della comunità abbiamo sentito risuonare alcune parole del sinodo dei giovani a cui timidamente vogliamo dare risposta.
“La difficoltà del rapporto tra noi giovani e gli adulti, emersa in tutte le relazioni dei gruppi sinodali, ci ha fatto comprendere che il Signore ci sta chiedendo di creare brecce nel muro di incomprensione e di pregiudizio reciproco che c’è tra le generazioni e di crescere in un rapporto sempre più aperto. Sentiamo importante che da parte degli adulti ci si liberi, anche nelle nostre comunità, da dinamiche di potere arroccato, che si riduca l’ansia da controllo e l’eccesso di protagonismo che spesso non lascia spazio ai più giovani o ai nuovi arrivati; da parte nostra ci impegniamo ad “esserci” senza cadere in facili critiche. Vorremmo metterci su un piano di vero dialogo e di condivisione autentica della vita con le sue sfide e le sue domande. Vorremmo poter condividere con gli adulti le esperienze di vita e le ragioni del credere. Desideriamo quindi che il centro delle nostre comunità sia l’esperienza di fede più che le attività da fare: a volte sembra infatti che contiamo qualcosa solo se prestiamo un servizio in qualche forma.” Lettera dei Giovani alla Chiesa di Padova .
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