Venerdì 3 maggio

La fede è un cammino di affidamento da rinnovare sempre e come per Filippo mi sento chiamata a riconsiderare costantemente il modo di vedere e seguire Gesù affidandomi alla creatività dell’amore di Dio. Seguire il progetto di Dio è un’avventura incredibile, non è un progetto statico ma è amore creativo che si rinnova, si rigenera e fa nascere inevitabilmente qualcosa di nuovo. È difficile ricordare singoli episodi di vita familiare senza vederli alla luce di un disegno complesso ma ricco di sorprese inaspettate che scuotono dentro ma generano sempre un rinnovato amore.

Gv 14, 6-14

2 commenti

    • Oggi festa di s. Filippo apostolo, del quale mi onoro di portare il nome. Filippo fu propriamente il primo apostolo chiamato da Gesù: infatti dei tre che già c’erano, Andrea e Giovanni avevano cercato loro Gesù su suggerimento del Battista, e Simone (Pietro) era stato condotto al Maestro dal fratello Andrea. Il giorno dopo fu Gesù a chiamare Filippo, che era dello stesso paese di Andrea e Pietro. (Giov. I , 35 ss.). Non sappiamo chi fosse esattamente Filippo né che cosa facesse.
      Nel Vangelo di oggi Filippo chiede a Gesù di mostrargli il Padre. La sua domanda viene subito dopo quella di Tommaso sulla via di cui Gesù aveva parlato, e in effetti entrambe sono espressioni del medesimo atteggiamento mentale, proprio di chi stenta un po’ a capacitarsi della trascendenza del Padre e della identità sostanziale del Figlio con Lui. Gesù allora ribadisce e precisa queste realtà così sublimi; e Giovanni sintetizzerà nel Prologo (scritto certamente alla fine come tutte le introduzioni): “Dio nessuno lo ha mai visto, ma il Figlio unigenito, che sta nel seno del Padre, ce lo ha rivelato” (Giov. I, 18).

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