Ananìa era un discepolo tra tanti che, conoscendo la fama di Sàulo, ne era spaventato e cercava di starne alla larga per non correre rischi. Eppure è stato per mezzo di Ananìa che è nato San Paolo: invece di lasciarlo cieco e innocuo, su comando del Signore Ananìa gli si è fatto prossimo e lo ha guarito, vincendo la diffidenza e il timore.
Anche a noi capita di voler stare lontani da persone che pensiamo possano ferirci, o capita di additare come irrecuperabili persone che scelgono il male, o semplicemente capita di ritenere inutile avvicinare persone che rifiutano la fede. Eppure come discepoli di Gesù, potremmo essere gli Ananìa di oggi: incontrando cristianamente queste persone, possiamo permettere a Gesù di far cadere le squame dai loro occhi e di convertire i loro cuori. La Parola ci insegna che qualunque cuore, per quanto chiuso sia, grazie a noi può trasformarsi in quello di un Santo, se non ci fermiamo alle apparenze e ci fidiamo di Gesù.
At 9,1-20
