Non è la prima volta che Gesù va contro i precetti religiosi. La legge, le regole sono indispensabili per una vita corretta, ma quando diventano un impedimento nei confronti della carità, del giusto, possono, anzi devono essere scavalcati. Esiste il Bene che segue delle indicazioni, che crea un certo ordine, ed un bene che appaga le necessità vitali. Gesù segue più facilmente questo. La mano inaridita mi fa pensare ad un animo inaridito e quando Gesù scioglie quella mano è l’animo degli scribi e dei farisei che si inaridisce, perché incapace di capire che fare il bene non è legato ad un momento specifico, ma alla necessità di fare
sempre il bene.
Luca 6, 6-11

È singolare e significativo il fatto di cronaca citato da s. Paolo nell’epistola di oggi: un tizio della comunità cristiana di Corinto ha allacciato una relazione con la attuale moglie di suo padre; oltre tutto nell’indifferenza della locale chiesa, occupata invece in beghe varie. S. Paolo intanto depreca che davanti a un simile scandalo non si sia caso mai preso il lutto; quindi si augura che il colpevole si ammali gravemente, sí da indursi alla conversione e non finire all’inferno. Ne emerge la verità che anche i castighi sono, nelle intenzioni di Dio, strumenti di salvezza: se poi uno persevera nel male, se la vedrà lui…