Giovedì 15 agosto

“Beata colei che ha creduto”: l’incontro con la cugina Elisabetta, anche lei in attesa di un figlio, è stato per Maria un dono di luce. La giovane ragazza di Nazareth, allora, ha riconfermato la sua fiducia in Dio e ha cantato la sua lode per le meraviglie che il Signore opera in chi si fida di Lui. Non è diventato tutto chiaro, Maria si ritroverà altre volte a custodire in cuore gli eventi per provare a comprenderli; e lei stessa diventerà discepola del suo figlio per entrare nel Suo mistero di morte e risurrezione. Gesù, sulla croce, ci ha donato Maria per madre perché ci sia modello e guida nel cammino della fede; con il suo aiuto e per la sua intercessione, il Figlio compirà anche per noi il dono della salvezza. Maria è già in pienezza nel Regno del Padre, noi ne saremo partecipi al compimento di questo mistero.

(Ap 11,19a; 12,1-6a.10ab; 1Cor 15, 20-27a; Lc 1,39-56)

Un commento

  1. Lo Spirito ha voluto che gli ultimi (nel tempo) dogmi proclamati dalla Chiesa fossero due dogmi mariani: quello dell’Immacolata concezione proclamato dal Beato Pio IX nel 1854 e questo dell’Assunzione proclamato da Pio XII nel 1950, il primo anno santo dopo la guerra. Adesso le due verità, dell’Immacolata concezione e dell’assunzione, sono indiscutibili, inamovibili. Non sono più ammissibili né l’atteggiamento di chi pensa di incontrare Cristo prescindendo dalla Chiesa e da tutto o parte di quanto essa confessa, né quello di chi ritiene il culto mariano cosa secondaria e in quanto tale non se ne cura. La figura di Maria con quei due dogmi è stata dichiarata essenziale
    per il cammino del fedele verso la propria salvezza.

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