Venerdì 12 luglio

Gesù ci manda in missione, ma non fuori dal nostro paese, dalla nostra città, dalla nostra casa… Ci vuole qui, tra i nostri parenti, amici, colleghi, vicini di casa. Quanto parliamo di Dio e di Fede nei luoghi in cui ci troviamo a vivere? Quanto rendiamo esplicito il nostro essere cristiani? Ci diciamo che vivere l’amore evangelico ci rende già testimoni, ma sono tante le persone che donano la loro vita agli altri anche senza riconoscere l’esistenza di Dio. Dobbiamo avere il coraggio di far sapere Chi ispira le nostre scelte, di indicare da dove viene l’amore che riempie i cuori di tutti, di professarci cristiani. Mi ricordo che a suo tempo mio padre aveva insistito con i colleghi affinché rinunciassero a bestemmiare; quest’anno mia figlia ha detto alle amiche che nei giorni del triduo pasquale non sarebbe uscita con loro perché sarebbe andata alle celebrazioni liturgiche; nella nostra famiglia facciamo il segno della croce prima dei pasti anche fuori casa. Sono gesti piccoli, forse anche insignificanti, ma costano comunque: la sensazione di imbarazzo e la paura di risultare pesanti sono freni sempre tirati, almeno per me. Come recita il Salmo, “Signore, apri le mie labbra e la mia bocca proclami la tua lode” non solo in chiesa o in casa, ma ovunque.

Sal 50; Mt 10,16-23

3 commenti

  1. “… Ma quando sarete arrestati, non preoccupatevi di quello che dovrete dire e di come dirlo. In quel momento Dio ve lo suggerirà. Non sarete voi a parlare, ma sarà lo Spirito del Padre vostro che parlerà in voi”. Estraggo queste frasi dal Vangelo di oggi, e penso che non sarebbe ricerca inutile vedere come si siano realizzate nei secoli negli interrogatori subiti da martiri della fede. Io di questo so ben poco, ma mi viene in mente il caso di s. Cipriano, vescovo di Cartagine, scrittore, apologeta, teologo. Abbiamo, sicuramente autentico il verbale del processo da lui sostenuto nell’anno 258 davanti al prorettore romano e conclusosi con la condanna a morte del Vescovo. Ebbene: mirabili per pertinenza, sintesi, serena chiarezza sono le risposte del Martire, sì da far pensare che in lui stesse parlando veramente lo Spirito.
    [A s. Cipriano si deve la celebre frase: ” Habere iam non potest Deum patrem, qui Ecclesiam non habet matrem”, non può avere Dio per padre colui che non ha la Chiesa per madre. Concetto che andrebbe ben ripetuto di fronte a tanti grilli che svolazzano nel mondo di oggi].

  2. proprio così la testimonianza è importante, ma deve nascere dal cuore, ed essere veramente convinti.

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