Nel celebrare questa Pasqua, mi piace riprendere il gesto di Gesù nel Giovedì Santo, quando, per lavare i piedi ai discepoli, Egli umilmente si china davanti ad ognuno di loro! Così nel Venerdì Santo, morendo sulla croce Egli scende di nuovo, stavolta nel profondo più profondo, gli inferi, e lo fa per raccoglierci, per non lasciarci dentro ai nostri sepolcri. La Pasqua nasce da questo gesto ripetuto di Gesù che “scende”, sempre, umile e innamorato. Lo fa per mettersi al nostro livello, perché la Sua Azione di salvezza ci tocchi in profondità! È pazzesco come l’Atto d’Amore più grande e puro nasca da un gesto di profonda Umiltà fatto da Dio stesso, perché non esiste altra strategia d’amore per conquistare a sé. Se c’è un aspetto che possiamo contemplare affinché diventi stile anche per noi, è proprio l’umiltà di Colui che diciamo Onnipotente, Altissimo, Sommo. Sembra un ossimoro, eppure è l’identità di Dio che si manifesta nella carne di Gesù Salvatore! Questo “chinarsi” su di noi per insegnarci l’arte del Servire come forma di Amore e il “chinarsi” fino agli inferi per portarci alla Luce della Salvezza, si ripetono in questa Pasqua anche per noi, ognuno di noi.
Non mancano i sepolcri nei quali Gesù deve scendere anche in questo fine Marzo 2024: scende lì dove le guerre seminano morte, scende lì dove un’economia sconsiderata e senza scrupoli fa vittime di disperazione e paura, scende nei bassifondi dove cadono le vittime di una politica dettata dalla sete di potere e non da un pensiero di bene comune. Ma scende anche nei nostri sepolcri più intimi: l’individualismo che mette le mie idee al centro; gli egoismi che mettono i propri tornaconto al centro e ci mettono gli uni contro gli altri; la mancanza di carità e attenzione al prossimo; l’incapacità di fare comunità, di essere aperti all’altro e al confronto; scende fin dentro l’ipocrisia di chiedere la pace e farsi la guerra in casa, in comunità; scende fin dentro le paure o gli avvilimenti che non ci permettono di viverci, che ci fanno stare inermi; scende dentro alle nostre rigidità che ci fanno alzare muri; scende dentro ad ogni situazione di non-amore verso gli altri ma anche verso noi stessi. E mai possiamo giustificare il non amore!
Gesù si china dentro ad ogni sepolcro sociale o intimo per risollevarci e riportarci ad una dimensione di pienezza, di verità, per riportarci alla gioia della condivisione perché condividere è Amare, è rendersi disponibili alla Pasqua, come i discepoli che nel cenacolo sono insieme e tra loro anche Maria, e pur con la frustrazione e la colpa di non aver protetto e difeso Gesù, attendono.. insieme!
Oggi per noi celebrare la Pasqua è un atto concreto che chiede una adesione concreta. Se sentiamo il desiderio di una rinascita, di una Speranza, di un Senso e una prospettiva, non solo per la nostra storia personale, ma anche per questo difficile tempo che stiamo attraversando, allora dobbiamo ripartire da cambiamenti sinceri, come quello di aprirci al prossimo, alla condivisione, a nuove prospettive di Amore.
Per farlo, possiamo trovare in noi una consapevolezza fondamentale: quella di essere sul ciglio o addirittura dentro ad un sepolcro! Solo questo ci aiuta a sollevare la mano e a trovare la Sua che ci fa riemergere alla Luce, alla Vita, alla Salvezza. Finché resteremo convinti di cavarcela da soli, finché penseremo di non aver bisogno di cambiare nulla, non potremo scoprire la forza della Pasqua che si rivela in noi! E quando la Pasqua si rivela, diventiamo Cristiani che corrono a vedere un sepolcro vuoto e, ancora capaci di stupore e gioia, tornano a dire che il male tremendo e pauroso può perdere! Non basta dire che il male c’è e fare lunghi discorsi scandalizzati di denuncia! Quando lasciamo spazio alla Pasqua, diciamo che c’è il bene, diciamo che Dio è vivo anche per noi, oggi! Diciamolo che Gesù Salva e diciamolo con la nostra vita prima che con il catechismo e la liturgia. Continuiamo a crescere come comunità che celebrano una Vita da Risorti, una Vita da Innamorati, una Vita da impegnati ad essere samaritani, prossimi dei più deboli, strateghi di Buona notizia.
Oggi e sempre più ci sarà bisogno di annunciatori di Salvezza che incarnino la Verità della Pasqua del Signore. Lasciamoci toccare da questa Risurrezione e lasciamoci sconvolgere la vita, le idee, le convinzioni e le abitudini dall’umile gesto di Gesù che si china dentro ai nostri sepolcri per riportarci a vedere e credere nella Sua Luce e nella Vita!

San Paolo afferma apertis verbis che “se Cristo non fosse risorto, vana sarebbe la nostra fede. Più volte ho detto che la nostra religione è fondata prima di tutto su fatti. Di questi fatti la Resurrezione è certo il più incredibile e sconvolgente: per questo non sono mancati nei tempi, ben compreso il nostro, tentativi di sminuirne la realtà, smitizzandolo (come si dice), cercandone spiegazioni “razionali”, riducendolo a simbolo. E invece è un fatto storico sostenuto da prove solidissime. È ben vero che non c’è alcuna fonte in cui sia descritta la resurrezione: ma semplicemente perché nessuno fu presente quando essa avvenne. Essa fu invece “dedotta” dai due discepoli, Pietro e Giovanni quando videro bende e sudario in una posizione e condizione inequivocabili, che tuttavia a noi rimangono ignote. La fede nella Resurrezione era stata da un lato preparata da cenni anche espliciti dati da Gesù in più occasioni anche recenti; dall’ altro sarà confermata dalle ripetute apparizioni del Risorto.