Prima di oggi leggendo questo passo, ringraziavo Dio perché se è vero che l’uomo ha bisogno di segni per sostenere la sua fede fragile, è pur vero che Gesù li fa. …Questi giorni ringrazio ancor di più perché mi regala la figura di un papa’ che fa di tutto per salvare suo figlio…un po’ come Dio fa con noi….di tutto per salvarci. In questa scena è vero che Gesù sembra rimproverare…ma la cosa più bella è che ha accolto la preghiera, la supplica coraggiosa di quest’uomo.Forse dovremmo essere più coraggiosi ….nel nostro rivolgerci a Dio.

Il funzionario del re chiede a Gesù il suo intervento nella forma più ovvia: che Egli per guarire il figlio vada a casa sua. Gesù non lo accontenta, ma lo esaudisce. Anche noi tutt’altro che raramente chiediamo al Signore di aiutarci, e, se non esplicitamente, almeno in modo implicito Gli suggeriamo come debba fare. E ovvio che quasi mai il Signore opera come intendiamo noi, sicché abbiamo l’ impressione di non essere stati ascoltati. Invece il Signore non accontenta, ma esaudisce (verbo che significa ascoltare, con quel che avviene dopo): e noi dopo un tempo di solito non lungo, dobbiamo riconoscere che Egli ci ha realmente aiutato, anche oltre quanto chiedevamo.
Un’osservazione di tutt’altro genere. Anche questa volta l’Evangelista registra l’ora del fatto: tra l’una e le due del pomeriggio. Quando Giovanni scrive sono passati più di sessant’anni dai fatti, ed egli è ormai uno degli ultimi testimoni ancora in vita; inoltre si rivolge a lettori ormai in assoluta maggioranza lontani dalla Palestina. Egli vuole avvalorare quanto riferisce adducendo, da vero storico, dati precisi, come l’ora del giorno. Come dire: “Fui presente ai fatti: li ricordo bene, anche nei particolari”.