In questa pagina del Vangelo vediamo che accanto a Gesù in Croce sono quasi tutti scappati, solo la Madre e poche altre donne e il Discepolo che Gesù amava sono rimasti. Solo loro sanno restare sotto quella Croce. Queste donne restano, colme di un amore ostinato che si rifiuta di andare via anche quando non c’è più nulla da fare. Non dice nulla Maria, non dice nulla Giovanni. Sotto la Croce possiamo sentirci anche noi. Gesù dalla croce vede tutto, e vedere è generare, dare la vita. Vede la solitudine, il dolore di chi ama, di chi è perduto. Il suo sguardo ci rende discepoli amati, ci mette accanto una madre. La donna diventa madre nel momento in cui vede, riconosce il figlio che le è accanto. Il discepolo diventa Figlio quando impara ad accogliere la vita dell’altro, quella che gli viene consegnata sotto la croce. Tutto questo dice anche a noi, forse soprattutto oggi, che l’affidarsi reciproco è veramente ciò che ci fa superare e vivificare anche nei momenti di abbandono, difficoltà, morte.
