Lunedì 13 Settembre

Il Veronese Cristo e il centurione, cm. 192 x 297, Museo del Prado, Madrid

Il dipinto rappresenta il miracolo della guarigione del servo del Centurione. Il corpo del servo però non è sulla scena, al suo posto c’è il Centurione che si dispone in un gesto umile e poco consono al suo grado, in favore di un sottoposto. Una dinamica che sarebbe inimmaginabile se non ci fosse di mezzo la presenza del Signore. Veronese illustra la scena in orizzontale, immaginando che il Centurione si prostri davanti a Cristo deponendo la spada e affidando l’elmo ad un ragazzino presente sulla scena. Alle sue spalle due aiutanti lo tengono per le braccia, quasi a tentare di farlo desistere da quel gesto eccessivamente servile. Eppure l’impeto con cui il Centurione si rivolge a Gesù, allargando le braccia come per implorazione, acquisisce una sua naturalezza e ragionevolezza. Questa è l’essenza della rappresentazione: il bellissimo volto del Centurione totalmente preso dalla presenza di Cristo. E Veronese si trova a proprio agio a rappresentare non il miracolo, ma la domanda di miracolo. Una domanda che non ha bisogno di effetti speciali, che non chiede precondizioni morali, ma che forse è a sua volta un “miracolo”.

Lc 7, 1-10

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