Linguaggio comune

Il LESSICO (o vocabolario) è l’insieme delle parole di una lingua. Possiamo esprimerci in modo semplice, con pochi termini generici e di uso comune, oppure possiamo utilizzare un linguaggio ricco e vario per dare maggiore profondità e quindi comunicare in modo più preciso il nostro pensiero…tutto dipende dall’ampiezza del nostro lessico, dalla capacità di utilizzare sinonimi e contrari etc. 
Spesso commettiamo degli errori lessicali utilizzando parole inesistenti, o troppo generiche, oppure delle quali non conosciamo l’esatto significato. Esempi:
Ho fatto l’esame ieri = Ho sostenuto l’esame ieri (fare è un verbo generico, usiamo quello specifico) Sono una persona arcaica = Sono una persona all’antica (arcaico si dice di un termine, non di una persona).

Il lessico della lingua italiana si è arricchito negli ultimi anni di molte parole nuove legate all’evoluzione della tecnologia. Si tratta principalmente di sostantivi e verbi presi “in prestito” dalla lingua inglese: mouse, internet, web, chat, social network, e.mail sono termini stranieri entrati nell’uso comune della nostra lingua. Ma ci sono anche parole e verbi già esistenti nel nostro vocabolario che si sono arricchiti di nuovi significati: “navigare in internet”, “utilizzare la rete”, “lavorare sulla piattaforma”.
Occorre distinguere tra:
lessico di base (parole che tutti conoscono e usano quotidianamente) lessico comune (parole non di uso quotidiano ma conosciute da molti) lessico specialistico (parole usate in campi specifici del sapere: es. lessico giuridico o medico).
Cercare i termini adatti per rendere chiaro il nostro pensiero è importantissimo, non sempre siamo in grado di trovarli, a volte proprio non li conosciamo.
Questo è un grave handicap che ci limita e rende più difficile l’espressione del nostro pensiero  con il discorso, (mi chiedo sempre se sia meglio o peggio ricorrere alle ormai usatissime anche da me, “emoticon”).
È vero inoltre che, l’aver fretta ci impedisce di esprimerci con esattezza e usiamo parole inadatte per “non perdere tempo a trovare quelle giuste”. VEDI per es. fare l’esame al posto di sostenere l’esame. 
Se poi anche chi ascolta ha premura la sua attenzione è ridotta. 
Il risultato del dialogo ne è così compromesso, anzi può RISOLVERSI addirittura nel contrario di ciò che ci si aspetta. Non c’è che una soluzione approfondire e migliorare il nostro lessico in maniera da spiegarci nel miglior modo possibile. 
Nella nostra realtà di cristiani potremmo anche prendere coscienza che attraverso il dialogo entriamo in contatto con l’Altro! È un mio FRATELLO! E l’altro entra in contatto con me e in me, come io in lui, vede un FRATELLO e il volto di Gesù. 
Allora dialogare richiede certamente uno sforzo di preparazione e comprensione. 

Spunti di riflessione

UNITÀ PASTORALE ARCELLA
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