Parole difficili, quelle di oggi. Non è più il linguaggio delle parabole, della vita quotidiana, ma quello dell’apocalisse e quindi della fine, della rivelazione, dello svelamento. E sono così aderenti al quotidiano, respiriamo anche noi tutte quelle tensioni e preoccupazioni, spesso siamo tentati di non volerne sapere più nulla, altre volte paralizzati davanti agli schermi! Gesù parlando della fine dei tempi ci ricorda che tutte le cose passeranno e che siamo destinati alla vita eterna. Anche quando tutto attorno a noi sembra crollare, Gesù ci ricorda che non c’è da temere. Il Male non ha l’ultima parola, Lui è la risposta, la Via. Ci invita a essere accorti, attenti, vigili a saper leggere i segni dei tempi, a cercare e trovare la presenza di Dio in tutte le cose. Non saranno le pandemie, le guerre a svelare il mondo. Dopo il Gesù risorto, il mondo si svela ogni giorno, in ogni luogo, ad ogni pezzo di cuore convertito. E’ un’attesa costante, quotidiana, quella del discepolo, che si confronta con la realtà del mondo. Ma la nostra non è un’attesa a braccia conserte, quanto , piuttosto, a braccia spalancate. Come le sue, sulla croce.
