Domenica 28 Novembre – 1° di Avvento

Questa settimana ho ascoltato la testimonianza di un mio confratello dal carattere fortemente solare ed esplosivo, che ha vissuto il dramma dell’isolamento in terapia Intensiva a causa di questo maledetto Virus Covid-19. Una immagine che ha usato e mi ha particolarmente colpito: la parete bianca! Vedeva solo quella oltre alle visite di bardatissimi medici ed infermieri che facevano capolino di tanto in tanto. Un tempo interminabile passato a.. respirare! Quella parete bianca è l’immagine più eloquente dell’interminabile tempo che ha passato a lottare e mi ha impressionato, assieme al volto e alla voce con i quali narrava la sua esperienza. Mi sono allora venuti in mente alcuni passi del Vangelo di questa domenica come “angoscia di popoli in ansia” e “morire per paura”.. Si, anche morire per paura perché, per quanto uno possa essere solare e ottimista, la paura si fa sentire e non è mai una buona compagna e consigliera.. e per paura, se la si lascia abitare in noi, effettivamente si muore! Un raggio di luce sul suo viso è comparso quando ha raccontato dell’importanza di quei medici e infermieri che passavano per visitarlo e lo toccavano accarezzando una mano o anche solo posando la loro sulla sua. La voce gli è tornata squillante e gli occhi luminosi per il ricordo di una semplice carezza o di un tocco delicato che rendeva più colorata quella parete bianca. Quelle visite, l’atteggiamento delicato e fraterno, le parole di speranza e forza, lo hanno portato a guardare quell’infinito vuoto di spazio e tempo, con una prospettiva diversa.

“Risollevate il capo, perché la vostra liberazione è vicina”, “Vegliate pregando”, sono indicazioni che Gesù dà ai suoi discepoli dopo parole di tenebra e terrore, e diventano un atteggiamento nuovo nelle situazioni di difficoltà che incontriamo.

Questo tempo di Avvento, contrassegnato per la nostra Diocesi da una significativa affermazione di Papa Francesco per la giornata dei Migranti “Verso un Noi sempre più Grande”, ci aiuta a interiorizzare questa Parola che non è solo per i caratteri più spensierati e gioiosi, ma per chiunque, perché nasce dalla Fede nella promessa di bene che il profeta Geremia ci ricorda nella prima lettura. L’Avvento è tempo di attesa operosa, attesa che sollecita ogni credente a non affievolirsi dietro pessimismi e paure, ma ad essere operoso promotore di gesti concreti di attenzione, di carità, di amore, di prossimità, per rendere luminoso, almeno un poco, ogni spettro buio che giace nel cuore di chi gli è accanto. Gesù chiede di vegliare ma pregando, perché non bastano le nostre forze, la nostra buona volontà, il nostro coraggio o le nostre attività, ci vuole un Bene più grande che venga a rafforzare le nostre fragilità e debolezze e ci renda capaci di una speranza credibile anche in mezzo al pessimismo o alla disperazione più agguerriti.

Abbiamo scelto come Consiglio Pastorale di dedicare 3 minuti ogni domenica di questo Avvento, per conoscere una realtà del nostro quartiere che si impegna ed opera per il Bene.. proprio come noi. Scelta che nasce dal desiderio di saper allargare lo sguardo verso tutti quegli orizzonti d’Amore che operano accanto a noi. Vedere il Bene, è l’esercizio più salutare che ci sia, per riconoscere che la Grazia del Signore opera molto più di quanto pensiamo ed è efficace più di quanto ci viene raccontato. San Paolo nella lettera ai Tessalonicesi scrive di sovrabbondare nell’Amore vicendevole: riconoscere che ci sono, dentro e fuori dalle nostre Comunità, germi di un Bene Grande, è il regalo più bello che possiamo fare alla nostra mente e al nostro cuore. Questo chiede il Vangelo e credo sia il centro di tutto:
“State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita”. Posso essere davvero un uomo o una donna di Speranza solo se essa abita in me. Quante fughe inutili da noi stessi e dalle nostre fatiche, quanti rifiuti di ciò che ci fa soffrire e non sappiamo affrontare. Il vero nemico della speranza sono io, quando permetto al buio di abitarmi, alla “parete bianca” di prendere il sopravvento nei miei pensieri, nei miei sentimenti, nei miei desideri. Avvento è anche e soprattutto tempo dove dare un nome a ciò che abita la nostra mente e abbiamo lasciato scendere fino al cuore. È tempo dove muoversi, dove far nascere il desiderio di cambiamento, di un “Verso” da seguire e desiderare. Che sia “Verso un Noi sempre più grande” o “Verso” una mia Vita più sentita e piena. È una opportunità che ci viene data e che sta a noi cogliere, attraverso le tante provocazioni possibili, prima tra tutte La Sua Parola. Ho voglia di farmi coinvolgere?

Ger 33,14-16   Sal 24   1Ts 3,12-4,2   Lc 21,25-28.34-36

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