Digiuno e astinenza

Che senso ha, al giorno d’oggi, parlare e invitare al digiuno o all’astinenza? Possono questi due comportamenti essere connessi alla gioia del ritorno alla Vita della Resurrezione? 

Spesso si identifica il digiuno e l’astinenza con la penitenza; secondo me è molto riduttivo vederli soltanto in quest’ ottica.

Perché devo “fare penitenza” ? Questo è l’interrogativo che mi  pongo: “ già sono in difficoltà perchè mi sento come un peccatore e per di più recidivo , per quale motivo mi dovrei anche punire, non basta essermi allontanato dal Signore Gesù?! 

Dov‘è la gioia della riconciliazione ?

A me è stato insegnato che l’allontanarsi dal Signore avviene  perché ci si lascia distrarre da tanti altri stimoli che ci hanno portato lontano, e senza di Lui siamo caduti nel senso di autosufficienza; così rischiamo di non comprendere  pienamente la sua Parola…e di continuare ad allontanarci affievolendo gradualmente il contatto e il nostro rapporto con Lui.

 La conseguenza inevitabile è la caduta nel bisogno a questo punto inavvertito di incontrarLo e di ritrovare la strada che a Gesù ci conduce” ma ce ne siamo talmente allontanati che non lo capiamo più e cerchiamo chissà cosa.

In questa prospettiva ” digiuno e astinenza ” non sono più una penitenza o un sacrificio, ma assumono anche un altro significato, più ampio e più gioioso : diventano lo stare lontano da stimoli che ci portano su strade fuorvianti; “ digiunare o astenersi ” da ciò che ci ha fatto deviare dal cammino e quindi ritrovare, prima di tutto noi stessi e il Signore Gesù .

Fare” silenzio “ per me si identifica allora con il digiuno nel senso di rinunciare a tutto ciò che mi distrae. Così recupero altre occasioni di incontro.

Nel silenzio reale e interiore posso “sentirmi” , posso apprendere più tranquillamente la Parola; Ho la possibilità,  in assenza di “tentazioni “, di rientrare nel mio io e concentrare l’attenzione sul culmine della vita di Gesù e cioè la sua MORTE e RESURREZIONE ‘( fondamento anche della Sua Chiesa). Allora in questa Quaresima DIGIUNO  e ASTINENZA significano certamente non mangiare e stare lontani da tante scelte e tentazioni, ma se non li uso per “concentrarmi sull’ascolto della Parola …” rischiano di essere strumenti vuoti come il “ cembalo squillante..”di San Paolo.

Allora quelle due parole rientrano perfettamente nella nostra vita con il significato delle parole di Isaia e del Battista :”… preparate le vie del Signore….”  ecco il senso!

 Fuggendo o ” digiunando/astenendoci “da tante zavorre inutili ci liberiamo e possiamo concentrarci sulla luce della Pasqua, nostra vita.

Spunti di riflessione

UNITÀ PASTORALE ARCELLA
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