Tre linguaggi

Papa Francesco parla di tre linguaggi: della mente del cuore e delle mani. Per comunicare con chiarezza sarebbe necessario usarli tutti e tre. Vediamo se il periodo della Quaresima si può conoscere meglio con questi 3 passaggi. Quello della mente mi spiega il significato della parola Quaresima cioè 40 giorni prima di Pasqua; quello del cuore mi spinge a sentire dentro di me quell’amore che mi avvicina a Cristo ed alla sua sofferenza;
quello delle mani mi fa toccare la cenere che il sacerdote fa cadere sul mio capo il mercoledi, mi fa toccare le immagini che rappresentano il crocefisso, il sepolcro e la resurrezione.
Ricordo, quand’ero piccola, che la Quaresima era considerata un periodo triste: preghiere in abbondanza digiuno ed astinenza; Durante la settimana Santa le immagini sacre venivano coperte da un drappo viola. Il venerdi Santo alle ore 15 mia nonna mi faceva bagnare gli occhi a significare il pianto per la morte di Gesù ed altro che forse non ricordo. Ora invece ho imparato che la Quaresima non è attesa della Morte ma della Vita. La Pasqua era inoltre considerata una festa subordinata al Natale. Un proverbio dice:” Natale con i tuoi Pasqua con chi vuoi”. A significare che non era così importante condividere la festa con chi amavi. Forse la simbologia dell’uovo subordinata alla bontà del cioccolato ed alla sorpresa, rappresenta quella rinascita che dovrebbe dominare i nostri pensieri. Ora so e sento che è la Pasqua il centro dell’anno liturgico e da quando ho imparato a frequentare il Triduo pasquale ho scoperto una bellezza e gioiosità di questa festa che prima non conoscevo e che mi ha fatto dimenticare la “triste” Quaresima della mia infanzia.

Spunti di riflessione

UNITÀ PASTORALE ARCELLA
Right Menu Icon