Un ricordo, quando comunicare non si può

Ho conosciuto direttamente la malattia dell’Alzheimer. Mia mamma ne ha sofferto e, pensando a lei ed al tema del linguaggio, del quale stiamo parlando, mi è venuta l’idea di raccontare cosa può significare non riuscire più a parlare né capire. Mia mamma era una chiacchierona, forse il fatto che per tutta la sua vita lavorativa avesse fatto la commessa, l’aveva abituata a parlare di tutto con tutti. In quartiere molti anziani ricordano ancora mia mamma proprio perché era capace di portare le mie figlie a passeggio in carrozzina e continuamente si fermava. Sugli 80 ho notato che faceva degli errori: le dicevi “portami una forchetta” ed arrivava con un bicchiere. Una volta ti arrabbi, un’altra pensi che non ci senta più ed infine cominci a spaventarti. Quel linguaggio con il quale hai sempre comunicato non funziona più. Poi le cose peggiorano, finche lei non è più capace di parlare. “Spesso gli ammalati sostituiscono il linguaggio con suoni” mi diceva il dottore. Mia mamma era capace di andar avanti ore a dire: ti ti ti…. Era terribile vedere che si sforzava di comunicare, ma usciva solo quel suono. Ecco ho voluto narrarvi questo esempio, perché vi faccia capire quanto conoscere e dire parole, quanto sapere il nome degli oggetti e delle persone che ti circondano sia vitale. Non dimenticherò mai quel ti ti ti e i suoi occhi che mi chiedevano: hai capito finalmente? Ed io non avevo capito.

Spunti di riflessione

UNITÀ PASTORALE ARCELLA
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