Metamorfosi di un ricordo

Siamo nel periodo dell’Avvento, aspettiamo la nascita di Gesù, ma come si vive oggi il periodo natalizio? Una follia di corse, progetti di vacanze o pranzi. Che regalo fare a Tizio o Caio? Gesù che posto ha in questa isterica corsa consumistica? Per trovarlo un po’ devo ripensare ai Natali dell’infanzia: il piccolo presepe con la grotta di carta colorata, la Sacra Famiglia, i pastori e le pecorelle sul muschio raccolto in Prato della Valle.
L’albero, un abete vero, piccolo e profumatissimo sul quale brillavano candele con accesa una fiammella e la neve era una serie di batuffoli di cotone. Tutto semplice e dentro il cuore tanta gioia, attesa per l’arrivo del bambinello. Non credo tuttavia ci fosse tanta fede e religiosità in tutto questo, ma sicuramente la grande semplicità mi faceva sentire in sintonia con quel bimbo sulla mangiatoia. Oggi sono sicuramente più consapevole del cammino di Fede che porta alla grotta e di questo ringrazio Gesù che mi ha fatto incontrare la strada più giusta e persone che mi hanno aiutata. Credo sia giusto e bello pensare ai regali, ai dolci ma dovrebbe essere un mero corollario alla Festa., non l’unico pensiero. Ho una figlia che vive in Cile e le ho chiesto come si vive lì il Natale:quasi esclusivamente emerge il consumismo. A dicembre la gente lì è in vacanza,al mare in costume anche se babbo Natale è con le renne e la neve e forse vedere il bambinello quasi nudo non fa venire i brividi! Concludo invitandovi ad essere semplici, poco frenetici e regalare sorrisi ed amore. Ho chiesto a mio nipote ( 10 anni il 1° gen. ) cosa desidera che gli porti Babbo Natale. La risposta è stata: ”amore e felicità”. Grazie Gesù per questa risposta.

Spunti di riflessione

UNITÀ PASTORALE ARCELLA
Right Menu Icon