Ma io che c’entro?

Pensando alla situazione del mio ambiente di Padova mi verrebbe da dire che non siamo messi poi tanto male;
in effetti non è che mi senta particolarmente colpito da quella che è chiamata emergenza climatica.

Si, mi rendo conto che ci sono dei cambiamenti ma in fondo non mi sembrano nemmeno così negativi.

Un po’ più di caldo è proprio negativo?

Già, ma si tratta davvero soltanto di un po’ di caldo in più o anche di altro?

La cosa cambia se osservo la problematica con l’ottica del bene comune; allora mi rendo conto che quello che io sento come “ un po’ di caldo in più” per altre persone, e sono alcuni milioni, ha delle conseguenze :
Significa aver  abbandonato il proprio paese di origine perché invaso dall’acqua dell’ oceano e altri ancora lo stanno per fare;
  per altri non aver più di che vivere perché l’uragano , che non si era mai visto così violento, ha distrutto il raccolto;
 per altri invece  la siccità ha compromesso ia stagione del raccolto;
 significa dover cambiare lavoro perché non c’è più pesce da pescare o perchè non nevica più come una volta e i turisti sono drasticamente diminuiti;
significa doversi sottoporre a cure mediche e vedersi rivoluzionata l’esistenza perché è comparso un tumore al polmone o altra malattia legata all’inquinamento atmosferico.

Ecco che il mio personale dubbio di prima diventa  vergognoso nei confronti di queste problematiche che colpiscono il mondo e l’umanità. Forse proprio in questa ultima parola sta una delle chiavi di soluzione del problema : io sono parte di questa umanità, causa e vittima al tempo stesso  della situazione attuale. I geni dei miei cromosomi, seppure diversi da quelli di altri popoli e razze  e delle altre persone sono gli stessi. Mangio le stesse cose che mangiano loro : zuccheri, grassi e proteine;  necessito delle stesse vitamine per vivere. Penso e ragiono come tutti gli altri: godo del bello, del buono, soffro allo stesso modo il dolore.

Ho  però un piccolo/grande dono/difetto: Io, cittadino del mondo occidentale nei confronti dei popoli degli altri mondi sono ricco: di libertà, di cultura, di denaro, di cibo, di salute;  i miei diritti sono ancora riconosciuti e rispettati, sulla mia terra non ci sono guerre comunemente intese. Questo mi fa stare bene , mi fa sentire sicuro, ma mi fa correre il rischio di diventare “indifferente e di girare il capo da un’altra parte “ (v. messaggio del papa per la giornata del migrante) e mi fa cadere nella tentazione di sentirmi superiore ai miei simili di altri popoli.

 Non è merito mio se sono nato qui;  tutto ciò che ho, che io sia credente o no, mi è stato donato da qualcuno, il mio lavoro ce l’ho perché qualcuno ha pagato i miei studi oppure qualcuno ha avuto fiducia in me e mi ha assunto per la prima volta.

Ma allora io non sono padrone di niente ?!

 Esattamente piccolo uomo, non sei padrone di niente , ma attenzione !! Sei padrone del destino di ciò che ti è stato dato e il tuo compito è conservarlo e se possibile migliorarlo. Allora, pur essendo una piccola scheggia dell’umanità tutta, hai la possibilità di essere trigger di Speranza, di fiducia, ponte di rapporti umani con i tuoi simili ai quali devi rispetto e solidarietà. Puoi essere  motore di iniziative.

In più, figlio mio, sei anche credente ; allora sai anche da Chi viene tutto ciò che hai ed ecco un’altra  ragione per difendere il mondo : hai lo stesso Padre degli altri, siete fratelli e “amministratori” di questo mondo .

Allora non puoi più pensare guardando soltanto il tuo particolare anche se adesso è ancora soddisfacente, sei parte di un tutto e sei chiamato a fare la tua parte e a convivere con il mondo che ti è stato dato. 

Spunti di riflessione

UNITÀ PASTORALE ARCELLA
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