Trasfigurazione – Nell’Attesa la Sua Presenza

Immagino sia successo a tutti di avere una curiosità e di prendere il telefono in mano e cercarne la risposta su un motore di ricerca qualsiasi. Le enciclopedie sono state sostituite ormai da quel logo che ha come immagine la lente di ingrandimento, e in pochi secondi ti dà le risposte che cerchi. Andiamo in tilt quando la connessione è “in palla” e la risposta che tanto vogliamo non viene caricata subito, o quando nel pc compare quella rotellina, a centro schermo, che gira continuamente sostituendosi alla schermata con la serie di risposte desiderate. Bastano 0.2 secondi per ottenere ciò che vogliamo e andiamo in crisi se quei 0.2 diventano secondi in più. Tutto a portata di mano, zero attesa, velocità di risposta e connessione al mondo e ad ogni curiosità. Per la generazione nata in questo sistema, attendere è impensabile; non avere risposte immediate è una pena; dover pazientare una ingiustizia.

Eppure non tutto è a portata di un click, anzi! Le cose importanti della vita fanno attendere: 9 mesi per partorire una vita resteranno per sempre (speriamo), come ad esempio i tempi della comprensione del nostro cuore e della nostra umanità. E per fortuna! In questa ottica possiamo addentrarci nelle letture di oggi: Abramo porta in sé una promessa che Dio gli ha fatto, ma questa non si realizza, non si vedono segni: passano gli anni e Abramo non vede arrivare figli, non vede espansione geografica, tutto resta come sempre. Lo stesso per i discepoli: certo, Gesù ha moltiplicato i pani, prima li ha inviati ad annunciare la Buona Notizia e hanno riscosso successo, ma poi lo stesso Gesù parla di sofferenza, prova, croce, e tutte queste prospettive non hanno nulla a che fare con il sogno di un Regno nuovo di Giustizia e di Pace.

Non è così anche per noi? Con un motore di ricerca sappiamo tutto di ogni cosa, ma non di noi, della nostra vita, del nostro futuro, dei nostri sentimenti. Non ci sono “click” che orientino i pensieri e il cuore delle persone che amiamo perché possano comprenderci meglio e perché possiamo vivere insieme con più sintonia, e non ci sono “click” per evitare il buio di certi momenti della nostra vita condizionata dalla fragilità del nostro essere e dell’umanità fragile di chi ci sta attorno.

Dio prende Abramo in un momento di sconforto e gli ripropone la sua promessa; Gesù prende i tre fedelissimi Pietro, Giacomo e Giovanni per mostrare loro concretamente che ciò che stanno vivendo è un anello della intera storia della salvezza, per aiutarli a pazientare nel vedere compiersi la promessa di un nuovo Regno, per riguadagnare la loro fiducia e forza. La Trasfigurazione è momento di ricarica, esperienza di luce in quella notte che cala quando l’attesa è lunga, la prova è dura, lo smarrimento è profondo. In questa esperienza il Padre ci suggerisce la strada: “Questi è il Figlio mio, l’eletto; Ascoltatelo”. Stavolta si rivolge ai discepoli, non a Gesù come aveva fatto nel Battesimo al Giordano. Ascoltiamo la Sua Parola, restiamo nella Sua presenza, fiduciosi come un bambino che si aggrappa alla gamba della mamma o del papà appena vive qualcosa che lo impaurisce e non capisce. È umano avere momenti di buio, non avere chiaro cosa stia succedendo nella propria storia, attorno a sé, nella propria fede. Non dobbiamo perderci o allontanarci o inventarci soluzioni facili, dobbiamo “stare” alla Sua presenza che si farà luce per noi! E “Stare” significa trovare il tempo e l’occasione giusta per uscire dalla propria quotidianità, per entrare in una esperienza di presenza particolare di Lui. Penso a come posso ricavare spazi in questo tempo di Quaresima, ma penso anche a esperienze forti e diverse, incontri che mi aiutino ad elevarmi da ciò che vivo o da come lo vivo, momenti di silenzio e preghiera che mi rendano particolarmente attento alla Sua presenza in me e per me. Poter far sì che la Sua presenza in me, diventi respiro. “Ascoltarlo” significa fidarmi della Sua Parola che diventa scelte della mia vita, significa lasciarmi toccare in profondità dal Suo Amore che è Misericordia, accettando di averne bisogno.

Se penso alla mia vita di fede è fatta di ordinarietà, tanto faticosa quanto preziosa, ma è fatta anche di momenti forti, a volte inaspettati, che mi hanno rigenerato e ri-orientato! Ne abbiamo bisogno, umanamente e spiritualmente. Bellissimo il Salmo 26, una preghiera da vivere ogni giorno, soprattutto nei momenti più affaticati:

“Il Signore è mia luce e mia salvezza: di chi avrò timore? Il Signore è difesa della mia vita: di chi avrò paura?”

Anche solo questi primi versetti sono una colata di Pace che riveste ogni nostro angolo oscuro rendendolo Pace. Accogli l’invito di Gesù oggi: Sali sul monte in questi giorni e prenditi il tempo di “Stare” e “Ascoltare”. Lasciati aiutare nel cammino intenso della tua storia. Lui è presenza anche per te.

Gen 15,5-12.17-18   Sal 26 Fil 3,17- 4,1   Lc 9,28-36

UNITÀ PASTORALE ARCELLA
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