Una società segnata dalla secolarizzazione, dall’indifferenza per ciò che costituiva la sua anima.

Assistiamo a un panorama variegato. In tutto questo cambiamento scoraggiarsi o vedere una nuova opportunità?

Il buon Enzo Bianchi in un suo articolo scrive : “… una opportunità per il cristianesimo … favorire una maturazione della soggettività dei battezzati … esercizio di uno stile che sappia essere eloquente e trasmettere il Vangelo a chi anche in modo non esplicito chiede ” Vogliamo vedere GESÙ ” “.

Le nuove generazioni sono segnate da incertezze nel credere, da mancanza di appartenenza alla Chiesa, da rigetto delle immagini tradizionali di Dio e della morale cattolica. La loro terra è ” la terra di mezzo “ .

In questa situazione è possibile avere fiducia per il futuro del Vangelo. Infatti , anche se oggi  il discorso su Dio è diventato addirittura un ostacolo alla fede, anche se la Chiesa con le sue miserie e fragilità non gode di buona fama, tuttavia il Vangelo e Gesù Cristo continuano ad intrigare e affascinare i nostri contemporanei. C’è attenzione, interesse, simpatia.
Forse è necessaria una proposta semplice e chiara del Vangelo.
Il Cristianesimo non può essere solo una eredità del passato da conservare gelosamente.

” il cristianesimo non fa che iniziare, ogni giorno inizia “.
Occorre che noi pensiamo al cristianesimo come inadempiuto; un Cristianesimo che sappia esplorare nuove vie nella storia e nella società  , che entri in consonanza con le domande degli uomini e delle donne di oggi, i quali sono alla ricerca soprattutto di senso.

Nuovi modi e stili di vivere il vangelo; nuovi modi di invocare Dio, nuovi linguaggi per dire la nostra speranza nell’amore più forte della morte.
La parola ” Dio” è  diventata ambigua.
Spesso i giovani associano Dio al fanatismo, al terrorismo, all’intolleranza.
I giovani di oggi hanno perso ogni interesse per Dio.
” Cercare Dio” era fonte di grande  passione , oggi solo attraverso una ricerca dell’umano si può instaurare un dialogo, che non può non mettere in evidenza Gesù di Nazareth, colui che con la sua vita di uomo, pienamente umana, ha raccontato Dio.

Dio continua a dirci : ” ecco, faccio cose nuove …”
Il Signore viene per tutta l ‘umanità e le chiede di vivere e in Gesù uno stile per vivere in questo mondo.
Strade inedite, rinnovare un linguaggio, osare, dare fiducia al popolo di Dio.
Ad ogni cristiano spetta la missione di testimoniare ed evangelizzare per edificare la Chiesa che ha come suo primo nome ” fraternità “.
Ieri oggi sempre occorre guardare a Gesù di Nazareth, al suo stile fonte di ispirazione in ogni tempo e in ogni terra.
Quando egli riesce a emergere con la sia autorevolezza, con la sua coerenza tra il parlare, l’operare e il sentire, allora gli uomini e le donne saranno attirati.

Gesù continua ad affascinare.
E noi nel vivere fraternamente abbiamo una possibilità di annunciarne la bellezza.

Don Gilberto

UNITÀ PASTORALE ARCELLA
Right Menu Icon